Il sindacato indipendente dei lavoratori degli autobus: “Subiamo pressioni, licenziamenti, arresti” | Iran Human Rights

Il sindacato indipendente dei lavoratori degli autobus: “Subiamo pressioni, licenziamenti, arresti”

Logo e simbolo del Sindacato dei lavoratori Vahed

In occasione della 102.ma sessione della Organizzazione Internazionale del Lavoro, che si terrà a Ginevra dal 5 al 20 giugno, il Sindacato dei lavoratori degli autobus Vahed (gli autobus della zona dell’area urbana di Teheran – si tratta di uno dei sindacati indipendenti più attivi ed osteggiati dalle autorità iraniane) ha diffuso un comunicato che è un’ennesima testimonianza delle vessazioni e delle persecuzioni che i membri delle organizzazioni sindacali indipendenti sono costretti a subire in Iran. Il comunicato può essere letto in inglese nella sua versione integrale sul sito Iran Labor Report. Riportiamo qui una sintesi dei punti principali.

Il sindacato ha organizzato, nell’ultimo anno varie forme di protesta che hanno portato i lavoratori della Vahed a conquistare diritti e benefici. In particolare sono stati incrementati del 18% i salari e sono aumentati del 100% i sussidi per la casa. Nel corso delle proteste, tuttavia, tre membri del sindacato (Hassan Saeedi, Nasser Moharamzadeh e Vahid Feiredouni) sono stati illegalmente licenziati grazie a macchinazioni del Tribunale islamico del lavoro e della dirigenza della Vahed. La sola ragione di questi licenziamenti – sui quali si attende il giudizio finale del Tribunale amministrativo di giustizia – era la loro appartenenza al sindacato.

Il sindacato ha organizzato due proteste su questioni riguardanti in generale tutti i lavoratori iraniani: 1) Una petizione per il ritiro degli emendamenti alla Legge sul Lavoro approvata in parlamento. Sono state raccolte circa 2000 mila firme. Anche altre organizzazioni sindacali avevano protestato contro questi emendamenti, che sono stati alla fine ritirati. 2) Protesta per richiedere di fissare un salario minimo per il 2013. Questa azione è tuttora in corso.

Il sindacato dei lavoratori Vahed lamenta le condizioni di estrema difficoltà e oppressione in cui è costretto ad operare. I funzionari della ditta e il Consiglio islamico del lavoro (che dovrebbe rappresentare ufficialmente i lavoratori Vahed in quanto sindacato “di stato”) godono del sostegno delle forze dell’ordine e cercano di impedire le attività del sindacato indipendente, tenendo i suoi membri sotto continua pressione. Tutto questo è tollerato da quello stesso Ministero del lavoro che pure partecipa ai meeting annuali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro.

A dispetto delle pressioni, della negazione del diritto ad avere spazi e uffici regolari per i suoi incontri, il sindacato prosegue la sua azione e tiene le sue assemblee nelle case private degli stessi membri.

Il Sindacato dei lavoratori Vahed è intenzionato a svolgere il suo secondo congresso, una decisione assunta già anni fa, ma i funzionari dell’intelligence si oppongono. Ebrahim Madadi, vice-presidente del sindacato, è stato per questo arrestato. L’organizzazione sta perciò cercando di trovare modi per svolgere il suo congresso senza pagare un prezzo così alto. Reza Shahabi è un altro membro della direzione del Sindacato dei lavoratori Vahed che è stato arrestato e condannato a 6 anni di detenzione e a 5 di divieto di qualsiasi attività sindacale, nonché a 7 milioni di cauzione da pagare. Tre anni della sua pena sono stati già scontati [e recentemente, come IHR Italia ha raccontato, Shahabi è stato richiamato in carcere dopo un periodo di permesso per ragioni di salute, n.d.t]. Il rilascio, le cure mediche necessarie e il ritorno alle sue attività di Reza Shahabi sono tra le principali richieste che il Sindacato dei lavoratori Vahed rivolge all’Organizzazione Internazionale del Lavoro.

 Questo lo status attuale di alcuni membri del Sindacato:

1. Reza Shahabi sta scontando 6 anni di pena.

2- Hassan Saeedi, Nasser Moharamzadeh e Vahid Fereidouni sono stati licenziati e sono in gravi difficoltà economiche.

3- Akbar Pirhadi e Hassan Karimi, anche loro membri della direzione del Sindacato, e Hossein Karimi, membro attivo della stessa organizzazione, erano stati licenziati più di sei anni fa a causa delle loro attività sindacali. Hanno ottenuto il reintegro nel posto di lavoro dal Tribunale amministrativo di giustizia e sono tornati a lavorare. Tuttavia, con un atto senza precedenti, l’Ufficio del Lavoro, che dipende dal Ministero del Lavoro, ha loro negato gli arretrati dovuti dal momento del licenziamento.

4- Un certo numero di altri membri del Sindacato sono regolarmente convocati dai responsabili della sicurezza e dai dirigenti della Vahed e minacciati.

Nonostante tutte le difficoltà, il Sindacato dei lavoratori Vahed ha svolto le sue attività, con regolari incontri settimanali e festeggiando il 1° maggio con varie iniziative e celebrazioni che si sono svolte presso i terminal degli autobus.

Le condizioni delle organizzazioni dei lavoratori in Iran

Le organizzazioni di stato, come i Consigli Islamici del Lavoro e la Casa del Lavoro, non possono essere considerate “organizzazioni di lavoratori”. Non sono indipendenti e non hanno alcuna autonomia organizzativa. I loro documenti sono scritti dal Ministero del Lavoro e i loro membri non hanno diritto di parola, nella loro redazione. Sono completamente sottomessi allo stato, e di fatto calpestano i diritti dei lavoratori. Si sforzano persino di impedire alle organizzazioni indipendenti di prendere forma e consistenza, usando mezzi dello stato – come i servizi segreti, i tribunali, gli uffici del lavoro e il Ministero del lavoro, per sopprimere tali organizzazioni. Utilizzano la forza dei lavoratori a loro disposizione a beneficio dello stato e dei datori di lavoro. Per esempio, l’attacco al Sindacato dei lavoratori Vahed del 9 maggio 2005 ebbe luogo utilizzando la polizia e alti funzionari della Casa del Lavoro e dei Consigli Islamici del Lavoro che collaborarono con i datori di lavoro e i servizi di sicurezza della Vahed.

Il Sindacato dei lavoratori Vahed chiede perciò all’Organizzazione Internazionale del Lavoro, di cui l’Iran fa parte da cinquant’anni, di far sua la protesta del Sindacato  per la mancata applicazione, nella Repubblica Islamica dell’Iran, delle regole fondamentali sul lavoro, in particolare delle convenzioni 87 (Libertà di associazione e protezione del diritto di organizzare assemblee) e 98 (Diritto di organizzazione e di contrattazione collettiva).

 

Fonte: Iran Labor Report

 

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